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Le responsabilità per il prodotto difettoso

Le responsabilità per il prodotto difettoso

Secondo quanto prevede l'art. 117 del codice del consumo, si considera difettoso il prodotto che non raggiunga lo standard di sicurezza che il consumatore possa legittimamente attendersi, considerate le modalità con le quali lo stesso sia stato messo in circolazione, la sua presentazione e le sue caratteristiche estrinseche. Per la sicurezza del prodotto, sono quindi fondamentali le istruzioni che di esso siano state fornite e quando risultino assenti e/o carenti spetta al produttore fornire in giudizio la cd. prova liberatoria e, quindi, dimostrare che il difetto non esisteva quando il bene è stato messo in circolazione.

Corte di Cassazione, sez. Civile, sentenza n. 12225 del 2021.




Il mantenimento del figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente

Il mantenimento del figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente

Il figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente ha diritto al mantenimento quando:
- presenti una condizione di peculiare menomazione o debolezza delle proprie capacità personali, anche laddove non sia stata emessa una misura tipica di protezione degli incapaci;
- prosegua gli studi con diligenza, quindi seguendo un iter volto a realizzare le proprie aspirazioni ed attitudini, dando prova di effettivo impegno e risultati adeguati ovvero quando sia trascorso un tempo ragionevolmente breve dalla conclusione degli studi;
- non abbia un'occupazione lavorativa, anche dopo aver effettuato tutti i possibili tentativi di ricerca della stessa.
Occorre, quindi, ai fini del mantenimento, dimostrare, oltre alla mancanza di indipendenza economica, anche di aver curato con impegno la propria preparazione professionale o tecnica e di essersi adoperati per la ricerca di un lavoro.
Il Giudice di Merito effettua caso per caso una valutazione delle circostanze che giustificano il permanere dell'obbligo in parola e/o della assegnazione della casa familiare, utilizzando i suddetti criteri con un rigore proporzionalmente crescente in relazione all'età dei beneficiari. Tale obbligo non può comunque protrarsi oltre ragionevoli limiti, nel perseguimento di un progetto educativo e del percorso di formazione del figlio, nel rispetto delle sue capacità, inclinazioni ed aspirazioni.

Corte di Cassazione civ. sez. I sentenza n. 17183/2020



Responsabilità della Pubblica Amministrazione per insidia/trabocchetto

Responsabilità della Pubblica Amministrazione per insidia/trabocchetto

Si definisce insidia/trabocchetto il difetto del manto stradale che si traduce in un'anomalia sulla strada dall'apparente normalità e che riveste, quindi, le caratteristiche di un pericolo occulto, non visibile e non evitabile. Quando ricorrano tali circostanze e non risulti che il danneggiato avrebbe potuto evitare il pregiudizio subito utilizzando l'ordinaria diligenza, può configurarsi la responsabilità della Pubblica Amministrazione ed il conseguente sorgere dell'obbligazione risarcitoria a suo carico a favore del cittadino danneggiato.

Cass. civ. sentenza n. 15375/2011




Contratto di appalto e applicazione dell'art. 1669 c.c.

Contratto di appalto e applicazione dell'art. 1669 c.c.

L'art. 1669 c.c. dispone che quando l'immobile oggetto di lavori di rifacimento, entro i successivi dieci anni, rovini in tutto o in parte ovvero presenti gravi difetti, l'appaltatore (quindi l'impresa edile) ed eventuali soggetti corresponsabili sono tenuti a risponderne. Sebbene sia collocata nell'ambito delle norme in tema di appalto, la disposizione dà luogo ad una responsabilità di natura extracontrattuale in quanto sovraintende a finalità di carattere generale, quali l'interesse pubblico alla incolumità e sicurezza dei cittadini.

Ne consegue che tale norma può essere invocata a proprio favore non solo dal committente ma anche da soggetti terzi rispetto al rapporto contrattuale originario, ivi compreso l'acquirente dell'immobile.

Tribunale di Livorno, sentenza n. 288/2021 del 15 aprile 2021.




In materia di adottabilità

In materia di adottabilità

Lo stato di abbandono che giustifica la dichiarazione di adottabilità del bambino ricorre quando i genitori non siano in grado di assicurargli cure materiali, calore affettivo e sostegno psicologico quali elementi indispensabili allo sviluppo ed alla formazione della sua personalità. Fa eccezione la situazione dovuta a forza maggiore di carattere transitorio, ma tale non può essere ritenuta quella che, per la sua durata, va a pregiudicare lo sviluppo psicofisico del minore, secondo una valutazione che compete al Giudice del procedimento.

Cass. civ. sentenza n. 1473/2021




Responsabilità dell'intermediario finanziario in caso di "pishing"

Responsabilità dell'intermediario finanziario in caso di "pishing"

Attraverso il cd. pishing i malintenzionati ingannano ignare vittime, venendo in possesso di informazioni personali sui conti correnti e relativi codici di accesso, oltre che per l'autorizzazione alla esecuzione di operazioni sugli stessi, con conseguenti ammanchi dai conti. La Corte di Cassazione ha più volte affermato che l'intermediario finanziario, sia esso Banca o Posta, risponde dei danni conseguenti all'illecito accesso nel sistema telematico mediante la captazione dei codici di accesso del correntista, salvo dimostri che il fatto è dipeso da trascuratezza, errore o frode del correntista.
Cass.Civ.. sentenza n. 9158/2018




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